NIGHTMARE BEFORE
CHRISTMAS
Sono in una stanza bianca con dei vecchi banchi di scuola. Sopra i banchi sto seduta con i ragazzi del
Teatro Impiria e aspetto di leggere un nuovo copione.
Si parla del più e del meno, di argomenti generali, niente di specifico.
Poi faccio un accenno ad un episodio capitato all'ultima replica di
Chiuso per Western, pochi giorni fa. Tutti mi guardano con aria stralunata. "Come pochi giorni fa? Ma se è successo 5 anni fa!"
Inizio a ridere, convinta che mi stiano prendendo in giro. Non stanno scherzando. Mi raccontano dettagli sulla loro vita e poi sulla mia, su quello che è successo negli ultimi 5 anni e che io, evidentemente, ho rimosso.
Allora capisco. Sto sognando. Ma questo sogno non mi piace. Mi devo svegliare.
Inizio a pizzicarmi un braccio. Non senton niente, nessun dolore. E' la prova che sto sognando. Ma non riesco a svegliarmi, mentre i ragazzi mi guardano, con uno sguardo pieno di pena e inquietudine.
Corro via.
Ora sono in Piazza Bra, sotto i portici.
C'è tanta gente. Stranamente camminano tutti in senso contrario rispetto alla mia direzione di corsa. Si, perchè corro veloce e mi butto addosso alle persone. Cado a terra e non sento niente, nessun dolore. Ma ho un ematoma ad un occhio e perdo sangue dal naso. Non riesco a svegliarmi.
Un uomo gentile mi aiuta a rialzarmi, mi chiede cosa sta succedendo, mi offre il suo aiuto. Gli spiego che sto sognando e non riesco a svegliarmi, che non so come uscire dal sogno. Mentre parlo penso che mi crederà una pazza, che non ne verrò mai fuori. Invece mi dà una risposta: "Non sei tu che stai sognando, è il tuo ragazzo. Questo non è il tuo sogno, è il suo".
Sono intrappolata nel sogno di un altro. Non ne uscirò mai. Lancio un grido.
In quel momento il mio ragazzo, che dorme al mio fianco, si gira nel letto.
Mi sveglio. Tutto è normale.
Imparo una lezione che ricorderò per tutta la vita. Mai mangiare pizza al salamino piccante dopo le 21.30.